A cura di Francesca Bellando Randone
Dottoressa in Psicologia
Oggigiorno, nella letteratura si sta iniziando pian piano a leggere di nuove metodologie di formazione individuale: per esempio il counseling, il tutoring, il mentoring e infine il coaching che si vanno distinguendo chi per un motivo e chi per un altro dalla formazione tradizionale e cioè quella che avviene in aula, in presenza di un docente.
Negli ultimi anni le aziende hanno dato maggiore importanza alle risorse umane perché si è capito che ne determinano il successo o il fallimento: le persone che lavorano sono viste come una risorsa fondamentale che può fare la differenza e su cui è necessario investire in termini di tempo e di denaro. Per questo motivo vi è il bisogno di una formazione basata sull’apprendimento continuo e sulla trasformazione delle nozioni teoriche in pratiche operative.
La formazione, oggi, cerca di essere più vicina alla realtà lavorativa.
Le nuove modalità formative individualizzate ( counseling, coaching, mentoring, tutoring) cercano di essere proprio uno strumento che, attraverso la messa in discussione delle “certezze” su di sé e sul proprio ruolo, realizzi percorsi di crescita integrale di capi e manager, che diventino “generativi”nella relazione con i subordinati.
Il coaching rappresenta un valido strumento di supporto individuale che, coerentemente all’applicazione di specifici modelli delle competenze e di mirati interventi formativi, può consentire nell’individuo un reale orientamento professionale che una chiara visione del proprio percorso di carriera.
Il coaching identifica i bisogni di formazione, individua le opportunità di apprendimento, disegna e realizza percorsi che facilitano il miglioramento delle performance know- how tra le persone, monitora e verifica gli esiti dell’apprendimento.
Il coaching appare, in primo luogo, come un servizio di consulenza alle persone che
operano in posizioni importanti per l’organizzazione.
Esso è caratterizzato da un’insieme di tecniche finalizzate ad aiutare la persona a
migliorare la propria prestazione, a motivarsi all’impegno, a sviluppare competenze
professionali e a potenziare la consapevolezza di possederle.
Gli elementi chiave della relazione di coaching sono rappresentati da:
1. La costruzione di una relazione di consulenza “uno a uno” su
questioni focalizzate;
2. La definizione di una valutazione globale e condivisa dei
punti di forza e di debolezza della persona che chiede esplicitamente aiuto,
3. L’interazione, dichiarata e contrattualizzata, di potenziare
l’efficienza del lavoratore nel gestire il suo ruolo e i suoi compiti lavorativi, trovando il punto d’equilibrio migliore tra lavoro e vita personale.
Il coach allena le menti dei clienti (coachees) a divenire più consapevoli e quindi sviluppare le proprie
potenzialità in vista del miglioramento delle performance.
In tal senso il coach è stato definito anche come un “facilitatore del cambiamento”.
Attraverso un’attività di osservazione, ascolto, feed back e stimoli precisi il coach aiuta un individuo o una squadra a realizzare i propri progetti, contribuendo, in tal modo, alla crescita dei soggetti.
Il Coach, attraverso un ascolto attento, la creazione di un clima di fiducia e l’utilizzo di domande mirate permette al coachee di esprimersi liberamente, di prendere consapevolezza delle proprie risorse, di elaborare e sperimentare nuove strategie di comportamento.
Il coach professionista è uno specialista del cambiamento, che ha seguito un training specifico ed ha ottenuto una certificazione da federazioni di coaching o scuole riconosciute.
A prescindere dal ruolo ricoperto il coaching permette di:
- migliorare la performance ottenendo risultati concreti e duraturi
- modificare sostanzialmente i comportamenti inefficaci
- assumere responsabilità crescenti con maggiore fiducia nei propri mezzi
- gestire il cambiamento con un minor livello di stress ed una maggiore efficacia
- aumentare la consapevolezza di sé e dell’impatto sugli altri
- migliorare il livello di motivazione.
Si può distinguere tra coaching individuale (o coaching della persona) che sarebbe quello classico, e coaching di gruppo: l’obiettivo per entrambi è il miglioramento delle performance del cliente mentre le tecniche che gli strumenti utilizzati sono necessariamente differenti. Oggi i tipi di coaching più diffusi sono: personal/life coaching, business coaching, career/Transition coaching, ma anche small business coaching , executive/corporate coaching e sport coaching.
L’intervento di coaching definisce un quadro concettuale e una strategia di azione da parte del coach che costituiscono un prerequisito essenziale della sua efficacia.
La sua prassi richiede di: individuare il problema, fissare l’obiettivo, validarlo e lavorare sulle possibili soluzioni.











